Questo è un personaggio di fantasia creato solo ed esclusivamente per un gioco di ruolo by chat. Ogni riferimento a luoghi e nomi reali è puramente casuale. Vietata la copia.
Volto: Emily Blunt

Abigail Lavanda Foster Roberts

« Ogni volta che la gente è daccordo con me, ho la sensazione di avere torto »
Oscar Wilde

Nome: Abigail Lavanda
Cognome: Foster (Roberts)
Nata A: Firenze
Il: 19 maggio 1984
Cittadinanza: italiana (Permesso di soggiorno conseguito dietro inizio attività presso l'Accademia Barrie)
Residenza: 54 Park Avenue, New Arcadia, USA
Occhi: Marroni
Capelli: Castani
Peso: 56 kg
Altezza: 1.60
Stato Civile: Coniugata
Segno Zodiacale: Toro
Segni Particolari: Astigmatica, Mancina
Cittadinanza americana ottenuta nel 2009 dopo matrimonio con Ephram Roberts.
Occupazioni: Assistente Personale del Presidente delle Nox Enterprises, Attrice, Studente del N.A. College II° anno



Abigail nasce a Firenze, nel 1984. Suo padre, l'inglese John Foster conobbe la madre, Margherita Fontana nella città Toscana, dove lei viveva e lui, per seguire uno dei suoi corsi di storia dell'arte, stava trascorrendo un breve periodo. L'amore nacque presto e, dopo qualche anno di relazione a distanza e dopo che entrambi ebbero preso la laurea, lui in Arte e lei in Scienze Matematiche, John riusci a trasferirsi nel capoluogo toscano. E si sposarno. Da quella unione, dopo solo un anno, nacque appunto Abigail, chiamata così in onore della nonna paterna, di recente scomparsa. La piccola si guardagnò fin da subitissimo le, forse eccessive, attenzioni del padre, provocando le gelosie della volubile Margherita. Dopo tre anni nacque una seconda figlia, Beatrice. Le due sorrelle, fin da subito, mostravano una somiglianza fisica incredibile, se non fosse per il colore degli occhi: nocciola la grande, proprio come il padre, e azzurrissimi la più giovane, come la madre. Non furono solo queste le uniche somiglianze con i genitori: Abigail imparò dal padre la passione per l'Arte e le opere visive, Beatrice l'attitudine alle scienze. Più riservata l'una, più estroversa l'altra, non sembravano però risentire di queste differenze: erano particolarmente legate, nonostante l'età che durante l'adolescenza sembra contare particolarmente. Il padre, da sempre uomo gentile, riusciva a dispensare affetto ed amore ad entrambe, seppur nascondeva una piccola passione per la maggiore, che tanto gli assomigliava nell'indole. La madre, meno brava a nascondere le preferenze, mostrava uno spiccato attaccamento alla giovane, per compensare le attenzioni che il marito le aveva tolto alla nascita della primogenita. Abigail mostrava una particolare passione per il teatro. Seguì diversi corsi e, dopo essersi diplomata al liceo classico, decise di intraprendere la strada più ovvia, l'Accademia. Intervallava i corsi con delle lezioni nelle scuole, per insegnare ai ragazzi le arti teatrali E nel frattempo accadde la disgrazia: il padre di famiglia si ammalò, una malattia incurabile, l'Alzheimer, alla sola età di cinquantaquattro anni. Una malattia che lo portò rapidamente alla morte più orribile, nell'oblio del suo passato e di ciò che l'aveva caratterizzato in vita. La rottura tra Abigail e la madre che, per qualche strana ragione, l'accusava della morte del marito, si faceva sempre più evidente così la ragazza appena ventunenne, sotto consiglio della sorella e della psicologa che la seguiva da qualche tempo, si trasferì in America. New Arcadia. Nuova Arcadia. Il Nuovo Paradiso. Ed in effetti iniziò una nuova vita, forse migliore, portando avanti come unica ragione di vita la passione per il teatro. Ma proprio quando stava ingranando la marcia, dalla sua patria arivò una notizia che la sconvolse non poco: la diciannovenne Beatrice era incinta e, non solo, aveva deciso di tenere il bambino. E allora via, di ritorno in Italia, per aiutare la ragazza durante la gravidanza e nei primi mesi dopo la nascita di Lorenzo. E un anno dopo di nuovo da capo, New Arcadia, a riallacciare le fila di quella che può essere stata solo una parentesi. O no?

« Le donne ordinarie non colpiscono mai la nostra immaginazione. Sono limitate al loro secolo. Nessun incantesimo le trasfigura mai. Ne conosciamo l'anima con la stessa facilità con cui ne conosciamo i cappelli. Si sa sempre dove trovarle. Non c'è mistero in nessuna di esse. [...] Sono come un libro aperto. Ma le Attrici! Com'è diversa un'Attrice! Henry! Perchè non mi dici che l'unica cosa che meriti di essere amata è un'Attrice? »
Dorian a Henry - Oscar Wilde, il Ritratto di Dorian Gray


Nel Cuore

Ephram ♥
L'amore è sempre paziente e gentile, non è mai geloso. L'amore non è mai presuntuoso o pieno di sè, non è mai scortese o egoista, non si offende e non porta rancore.
L'amore non prova soddisfazione per i peccati degli altri ma si delizia della verità.
È sempre pronto a scusare, a dare fiducia, a sperare e a resistere a qualsiasi tempesta.

{ Emilie } - { Scott }